Nuova direttiva Ue per tutelare i rider

Semaforo verde pe la Direttiva volta a migliorarne le condizioni di lavoro

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Via libera definitivo alla direttiva Ue sul miglioramento delle condizioni di lavoro per i lavoratori delle piattaforme di lavoro digitali in tutta Europa. Gli Stati membri avranno due anni per recepire le disposizioni della direttiva nella loro legislazione nazionale

“La Direttiva rende più trasparente l’uso di algoritmi nella gestione delle risorse umane nelle piattaforme di lavoro digitale e prevede che i sistemi automatizzati – sottolinea Luigi Pagliuca, presidente della Cnpr – debbano essere monitorati da personale qualificato e che i lavoratori debbano avere il diritto di contestare le decisioni automatizzate”.

La direttiva si pone anche l’obiettivo di determinare correttamente lo status occupazionale delle persone che lavorano per le piattaforme e introduce una presunzione giuridica per determinare se esista un rapporto di lavoro subordinato o autonomo. A tale scopo, gli Stati membri dovranno stabilire una presunzione legale di occupazione nei loro sistemi giuridici.

“Qualora la piattaforma di lavoro digitale intenda confutare la presunzione legale – prosegue Luigi Pagliuca – dovrà dimostrare che il rapporto contrattuale oggetto del contendere non è un rapporto di lavoro quale definito dal diritto, dai contratti collettivi o dalle prassi in vigore negli Stati membri, tenuto conto della giurisprudenza della Corte di giustizia”.

La direttiva garantisce, infine, che i lavoratori siano informati sull’uso di sistemi automatizzati di monitoraggio e processo decisionale e che vi sia il controllo e la valutazione umana delle decisioni automatizzate.