Storia dell’industria meccanica

L’industria meccanica è l’anima di ogni Paese, essendo alla base di tutti i processi produttivi. In Italia prese vita attorno all’inizio del XIX secolo, dopo una lunga tradizione di artigianato meccanico e soltanto alcuni poli, rappresentati prevalentemente dai cantieri navali toscani e liguri, in grado di essere identificati come concrete realtà industriali. Con la scoperta in Inghilterra della macchina a vapore per produrre forza motrice, e la sua conseguente diffusione in tutta Europa, anche l’Italia iniziò a conoscere la nascita e lo sviluppo dell’industria meccanica, anche se i primissimi passi nel settore si registrarono grazie all’utilizzo dell’energia prodotta dalle cadute dei corsi d’acqua, canalizzate grazie alla costruzione di turbine e pompe. A cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, con il graduale miglioramento nella costruzione dei motori per le macchine agricole, l’industria meccanica italiana ebbe la prima grande fase di sviluppo.

 

Le complicazioni delle guerre

 

Industria meccanica storia 1

 

Il progressivo avvicinamento della Prima guerra mondiale rappresentò per l’Italia un punto di svolta. La corsa agli armamenti portò un incremento della produzione che svanì con la fine del conflitto, lasciando il sistema industriale alle prese con i problemi della riconversione dell’industria bellica e della crisi economica. La lenta ripresa negli anni Venti venne inevitabilmente condizionata dalla crisi mondiale del 1929, con un crollo della produzione e delle esportazioni. Con la nascita dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale, nel 1933, l’Italia tornò a vivere un momento positivo, dovendo riorganizzarsi in seguito all’autarchia imposta dal regime fascista. Al momento dello scoppio della Seconda guerra mondiale, l’industria meccanica riusciva ad alimentare il fabbisogno interno e a mantenere un buon livello di esportazioni. Con il nuovo conflitto, però, l’Italia tornò a registrare un calo di produzione, durato fino al 1948.

 

La lenta risalita

 

Industria meccanica nella storia 1

 

Nel 1948 l’industria meccanica italiana riprese faticosamente a salire, con una produzione che rappresentava all’incirca il 15% dell’intero sistema industriale nazionale e l’esportazione in grado di raggiungere il 21% del valore totale italiano. Erano gli anni del triangolo industriale Torino-Milano-Genova, con il Centro e il Sud che potevano contare solamente sul 12% degli stabilimenti. Dal 1950, e più o meno fino al 1970, l’industria meccanica si legò strettamente alla produzione industriale complessiva, con fasi di salita e discesa molto connesse tra loro. Dal 1970, il settore salì pian piano alla ribalta come quello più importante del Paese, pur dovendo affrontare il problema dell’incertezza dei prezzi dell’energia e il lento ma inesorabile calo degli investimenti. Le aziende che seppero fronteggiare questa fase di stagnazione dell’impulso di fondi riuscirono a sopravvivere e crescere grazie alla necessità di bassi investimenti, ma nel lungo periodo le imprese si ritrovarono indietro dal punto di vista della tecnologia, andando così a subire una elevata dipendenza dalle importazioni di prodotti più evoluti.

 

L’epoca più recente

 

Intorno alla metà degli anni Ottanta, con gli investimenti delle grandi imprese ormai ridotti all’osso e le Pmi in lenta ma progressiva crescita, arrivò il nuovo impulso da parte delle realtà più organizzate, con un flusso finalizzato a migliorare la produttività del lavoro. La volontà di scommettere sull’innovazione non solo dei prodotti, ma anche dei processi, portò a un aumento della redditività grazie alla crescita dei prezzi dei prodotti e alla riduzione della forza lavoro. Dopo una fase positiva, gli anni Novanta si aprirono con un drastico calo della domanda interna e, di conseguenza, dell’occupazione. Assorbita la crisi valutaria del 1992, l’industria meccanica fu tra le poche a trainare una nuova fase di crescita verso il nuovo millennio. Una condizione positiva stroncata in parte dall’arrivo della crisi mondiale del 2008 e che si è abbattuta per diversi anni non solo sul settore ma sull’intero sistema italiano, vivendo un ulteriore periodo di rilancio a partire dai primi anni Dieci.