
Si avvicina una scadenza cruciale per i contribuenti italiani. Il prossimo 20 agosto sarà infatti l’ultimo giorno utile per effettuare i versamenti delle imposte derivanti dalla dichiarazione di redditi per il periodo d’imposta 2024, usufruendo della maggiorazione dello 0,40%. Dal giorno successivo, ogni pagamento sarà considerato tardivo, con tutte le conseguenze del caso.
Ma cosa succede se il versamento non viene effettuato entro il 20 agosto o risulta incompleto?
“Nel caso in cui il versamento non venga effettuato – spiega Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – entra in gioco il ravvedimento operoso, lo strumento che consente di sanare le irregolarità evitando sanzioni più gravi o la ricezione dell’avviso bonario”.
Come chiarito dalla circolare 27/E/2013 dell’Agenzia delle Entrate, la scadenza naturale da cui decorrono i termini per il ravvedimento resta il 21 luglio, anche se il pagamento è stato effettuato con la maggiorazione entro agosto.
Il sistema sanzionatorio prevede: 1/15 della sanzione base per ogni giorno di ritardo nei primi 14 giorni dalla scadenza; 15% ridotto a 1/9 se il ravvedimento si perfeziona entro 90 giorni; 30%, ridotto a 1/8 o 1/7, se si va oltre i 90 giorni, in base al momento in cui si presenta il modello Redditi 2026. “Se invece il contribuente ha pagato entro il 20 agosto ma ha calcolato erroneamente le imposte, versando meno del dovuto – conclude Buselli – il ravvedimento va calcolato sulla differenza tra l’imposta dovuta, più la maggiorazione, e quella versata, con riferimento alla data del 20 agosto”.