Debiti fiscali, scattano i pignoramenti automatici

La misura, in vigore dal 2026, dovrebbe far rientrare 36 milioni nelle casse statali

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Dal prossimo anno scatteranno le nuove regole per i lavoratori del pubblico impiego con debiti fiscali. La Legge di Bilancio 2025 ha infatti introdotto la possibilità di bloccare o pignorare in automatico stipendi e indennità, attraverso un meccanismo che coinvolgerà direttamente le amministrazioni pubbliche, in coordinamento con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
L’avvio però, non sarà immediato: il legislatore ha previsto un anno di tempo per aggiornare i sistemi e permettere ai dipendenti di regolarizzare eventuali pendenze.

“Secondo le stime del ministero dell’Economia e delle finanze, il nuovo sistema porterà nel 2026 circa 36 milioni di euro nelle casse dello Stato – spiega Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – fino ad arrivare a un gettito annuo di 90 milioni di euro a regime. L’obiettivo è quello di ridurre l’evasione fiscale e recuperare i crediti da quei dipendenti pubblici che non hanno ancora saldato i propri debiti con il Fisco”.

“La misura riguarda i lavoratori che superano specifiche soglie, ovvero debiti fiscali pari o superiori a 5.000 euro oppure stipendio lordo mensile oltre i 2.500 euro. Chi guadagna meno di 2.500 euro o ha cartelle esattoriali più leggere – conclude Buselli – non sarà invece interessato dal provvedimento”.

Le nuove norme hanno però sollevato preoccupazioni tra i dipendenti pubblici, ma lo slittamento al 2026 offre un margine di tempo prezioso. Chi lavora nella pubblica amministrazione ha dunque fino al 2026 per rivedere la propria posizione fiscale, verificando la correttezza delle cartelle esattoriali e sanando eventuali debiti.