
Nuova rottamazione dei debiti fiscali ai nastri di partenza. Tra le novità, spicca la possibilità di rateizzare i versamenti fino a 120 rate mensili, spalmate in dieci anni. Il punto più delicato resta quello delle risorse disponibili. “Secondo le prime stime, la rottamazione-quinquies potrebbe costare al Governo circa 5,2 miliardi di euro. Per questo – evidenzia Alfredo Accolla, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – si ragiona su una serie di paletti che consentano di mantenere in equilibrio i conti pubblici.
Le opzioni in campo sono: una soglia minima di debiti da rottamare; un nuovo saldo e stralcio; l’esclusione dei debitori recidivi. Tutte misure, che hanno già inciso negativamente nelle precedenti quattro edizioni, riducendo gli incassi. Ma non è tutto. In vista della prossima legge di Bilancio – prosegue Accolla – tra le priorità figura anche la riduzione del secondo scaglione Irpef, con l’aliquota che dovrebbe scendere dal 35% al 33%.
Il taglio riguarderebbe i redditi fino a 60.000 euro, con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale su una platea ampia di lavoratori e contribuenti.