Al via la legge italiana sull’IA

In vigore dal 10 ottobre, disciplina anche l’ambito dei lavori intellettuali

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È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge delega n. 132/2025 con cui vengono fissati i principi generali per l’impiego di questa tecnologia, in linea con l’AI Act europeo. La norma disciplina sia l’ambito lavorativo sia quello delle professioni intellettuali.

“L’articolo 11 chiarisce che l’IA potrà essere utilizzata solo per migliorare le condizioni di lavoro, salvaguardare la salute psico-fisica dei dipendenti e incrementare produttività ed efficienza.
I sistemi – spiega
Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – dovranno essere sicuri, affidabili e trasparenti, senza mai ledere la dignità umana né violare la privacy”.

Il datore di lavoro sarà tenuto a informare in modo chiaro e accessibile i dipendenti sugli ambiti di utilizzo dell’intelligenza artificiale, in particolare quando questa incide su assunzioni, incarichi, mansioni, valutazioni, sorveglianza o cessazioni del rapporto di lavoro. Le informazioni dovranno essere fornite in formato strutturato e leggibile da dispositivi automatici, come previsto dal D.lgs. 152/1997. Alle professioni intellettuali è stato dedicato un capitolo specifico.

“L’articolo 13 stabilisce che l’uso dell’IA sia limitato a funzioni strumentali e di supporto, senza sostituire l’attività principale del professionista. In più – conclude Buselli – il cliente dovrà essere sempre informato, con linguaggio chiaro e comprensibile, sugli strumenti di intelligenza artificiale impiegati nello svolgimento della prestazione”.