
Il Decreto Milleproroghe approvato dal Consiglio dei ministri si conferma, anche quest’anno, come il tradizionale strumento di raccordo tra vecchie e nuove regole. Il risultato è un pacchetto di rinvii che ridisegna il calendario operativo del 2026, intervenendo soprattutto su fisco, lavoro, credito e obblighi assicurativi.
“La proroga più rilevante riguarda l’entrata in vigore dei nuovi testi unici sulle sanzioni tributarie, sui tributi erariali minori e sulla giustizia tributaria viene rinviata di un anno che slittano dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2027. Lo stesso slittamento – ha evidenziato Guido Rosignoli, vicepresidente della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – riguarda le norme sulla riscossione e sull’imposta di registro”.
Sul fronte occupazionale, viene confermato per tutto il 2026 l’esonero contributivo totale per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35, con una durata massima di 24 mesi e un tetto di 500 euro mensili. Stessa impostazione per il bonus dedicato alle donne lavoratrici svantaggiate, prorogato con un esonero contributivo fino al 100% e un limite mensile di 650 euro.
“Il provvedimento contiene anche la proroga del Fondo di Garanzia per le PMI – prosegue Rosignoli – che continuerà a operare con le modalità attuali fino al 31 dicembre 2026”.
Infine, vengono concessi tre mesi aggiuntivi alle micro e piccole imprese del turismo e della somministrazione per adeguarsi all’obbligo di polizze contro eventi catastrofali, alla luce delle difficoltà nel reperire coperture adeguate. Per gli altri settori resta la scadenza del 1° gennaio.