
Con l’entrata in vigore delle nuove regole previste dalla Legge di Bilancio 2026, torna al centro dell’attenzione il criterio per distinguere tra locazione breve in forma privata e attività svolta in modo imprenditoriale.
Un punto spesso frainteso riguarda il “numero di immobili”: non si tratta delle singole camere, ma delle unità immobiliari destinate alla locazione breve nel corso del periodo d’imposta.
“La disciplina delle locazioni brevi, riguarda i contratti di durata non superiore a 30 giorni stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa. Fino al 31 dicembre 2025 – evidenzia Rosa Santoriello, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – il regime resta applicabile a chi loca non più di quattro appartamenti. Dal 1° gennaio 2026 la soglia scende a due. Dal terzo immobile, scatterà la presunzione di esercizio in forma imprenditoriale, con l’obbligo di partita IVA e l’uscita dal regime privato”.
Un chiarimento importante riguarda i bed & breakfast.
“Il B&B non rientra nella definizione di locazione breve, perché è qualificato come attività ricettiva extra-alberghiera con un diverso inquadramento fiscale. Di conseguenza – prosegue Santoriello – le camere di un B&B non si sommano al numero degli appartamenti destinati alle locazioni brevi”.
Nel caso di locazione breve esercitata dal proprietario in forma non imprenditoriale, il reddito rientra tra i redditi fondiari.
È possibile applicare la cedolare secca: l’aliquota ordinaria è del 26%, ma scende al 21% per una sola unità immobiliare scelta dal contribuente in dichiarazione.