Riscossione più rapida e automatizzata

Cresce l’impatto sulla liquidità di imprese e professionisti

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L’evoluzione delle procedure di riscossione segna un cambio di passo significativo: il sistema diventa sempre meno dilazionabile e sempre più automatizzato, con effetti immediati sulla liquidità di imprese e professionisti. Anche in assenza di una vera insolvenza strutturale, la pressione finanziaria può compromettere la continuità operativa delle attività economiche. Tra gli strumenti più incisivi si colloca il pignoramento “senza preavviso” dei conti correnti.

“La normativa consente all’Agente della riscossione di intervenire direttamente presso la banca, senza preventiva intimazione di pagamento – spiega Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – bloccando immediatamente le somme disponibili”.

Più critico, invece, il meccanismo del congelamento dinamico: se il saldo non è sufficiente, vengono vincolate anche le somme che affluiscono successivamente, fino a copertura del debito. In questo modo vengono intercettati incassi futuri, incidendo sulla gestione ordinaria. “A questo si aggiunge la stretta sulla compensazione. La Legge di Bilancio 2026 ha ridotto da 100.000 a 50.000 euro – prosegue Buselli – la soglia dei debiti oltre la quale scatta il divieto di compensazione orizzontale. Ciò significa che molti più contribuenti non potranno utilizzare crediti IVA o d’imposta per ridurre i propri debiti fiscali, con un conseguente aumento del fabbisogno finanziario e una maggiore esposizione alle azioni esecutive”.

Ulteriore elemento di rigidità riguarda le rateizzazioni. Dal 2024, in caso di decadenza dal piano, non è più possibile ottenere una nuova dilazione per gli stessi carichi.