
Le truffe e frodi online o per telefono stanno raggiungendo livelli preoccupanti. Spesso, il modus operandi è molto semplice ma efficace, come nel caso dell’ultima truffa che sfrutta WhatsApp.
Si riceve una telefonata da un numero con prefisso italiano e una voce registrata informa il destinatario di aver ricevuto il suo curriculum, invitandolo a proseguire la conversazione in chat.
Una volta accettato il contatto su WhatsApp, i truffatori iniziano a instaurare un rapporto di fiducia con l’utente.
“Dopo qualche messaggio però, arriva la richiesta di compilare moduli online con dati personali e bancari, con la scusa di procedere con l’assunzione, ovvero – spiega Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – dati sensibili cruciali per i truffatori. Come se questo non fosse abbastanza, in alcuni casi le vittime vengono spinte ad effettuare investimenti su piattaforme on line che in realtà non esistono. Una volta che l’utente versa denaro, il contatto sparisce nel nulla”.
Come proteggersi allora?
“La prima arma a nostra disposizione è ovviamente l’informazione. Conoscere i metodi utilizzati permette di riconoscere il pericolo in tempo. Un altro modo è quello di non rispondere alle chiamate sospette, come quella del curriculum – prosegue Buselli – ma anche, non aggiungere numeri sconosciuti su WhatsApp, non condividere dati personali o bancari, evitare di cliccare su link inviati per messaggio. Importantissima è l’attivazione di filtri anti-spam sul proprio smartphone e denunciare l’accaduto alla polizia postale se siete stati vittime di questa truffa”.