
L’era del Superbonus sembra ormai essere arrivata al tramonto, ma intanto arrivano chiarimenti importanti sul momento in cui la detrazione spetta e sui requisiti necessari per non perdere l’agevolazione. La regola chiave è una: per le persone fisiche, in assenza di attività d’impresa o professione, vale il principio di cassa. Questo significa che la detrazione spetta in relazione alle spese effettivamente sostenute durante il periodo di vigenza del beneficio, indipendentemente da quando i lavori vengono materialmente eseguiti.
“Il termine ultimo entro il quale devono essere pagate le spese è il 31 dicembre 2025. Fanno eccezione – sottolinea Fedele Santomauro, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – solo gli interventi antisismici realizzati nei territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016, per i quali la Manovra 2025 ha esteso la vigenza fino al 31 dicembre 2026”.
Come chiarito più volte dall’Agenzia delle Entrate, rileva esclusivamente la data del pagamento. Nessuna norma fissa un termine entro cui i lavori debbano essere ultimati. Tuttavia, questo non significa che completare gli interventi sia opzionale. “Se i lavori non vengono portati a termine, infatti – prosegue Santomauro – il contribuente non può dimostrare il miglioramento richiesto, mettendo così a rischio il diritto all’agevolazione, anche se le spese sono state sostenute in tempo utile”.
Dal 2026 troveranno applicazione le aliquote ordinarie previste dal quadro uniforme in vigore dal 2025 50% per interventi realizzati dai proprietari e dai titolari di diritti reali sulle abitazioni principali e 36% negli altri casi.