
Con la Legge di Bilancio 2026 viene introdotta una nuova disciplina per la definizione agevolata delle entrate locali.
La norma è subito operativa e non richiede di attendere ulteriori decreti attuativi. Per aiutare gli enti locali nell’applicazione concreta, IFEL-Fondazione ANCI ha pubblicato una nota di chiarimento e uno schema di regolamento di riferimento.
“La definizione agevolata non è un condono generale, ma uno strumento straordinario pensato per aiutare gli enti locali a recuperare crediti difficili da incassare. Le agevolazioni – evidenzia Maria Vittoria Tonelli, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – riguardano solo interessi e sanzioni, mentre l’importo principale del debito resta dovuto. In questo modo si cerca di mantenere l’equilibrio dei bilanci, lasciando comunque agli enti maggiore autonomia nelle scelte rispetto al passato”.
La definizione agevolata può essere applicata alla maggior parte delle entrate comunali. Per queste voci, i Comuni possono ridurre o eliminare interessi e sanzioni e, nel caso delle multe stradali, anche i costi di riscossione. Resta comunque obbligatorio il pagamento dell’importo principale.
“IFEL chiarisce che non è possibile collegare automaticamente le definizioni agevolate comunali a quelle statali, come la rottamazione quinquies. Gli enti locali – prosegue Tonelli – non possono intervenire sui debiti gestiti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione senza una specifica previsione di legge”. Prima di attivare una definizione agevolata, i Comuni devono valutare con attenzione l’impatto sui propri bilanci.