Rottamazione quinquies, regole più selettive

Escluso chi non ha completato i versamenti delle precedenti agevolazioni

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Torna al centro del dibattito politico la rottamazione delle cartelle esattoriali. Il Governo, in vista della prossima Legge di Bilancio 2026 sta lavorando a una nuova edizione della definizione agevolata: la rottamazione quinquies.
Secondo la Corte dei conti, le quattro rottamazioni precedenti hanno lasciato sul campo quasi 48 miliardi di euro di mancati incassi, con un tasso di decadenza vicino al 60%, ovvero sei contribuenti su dieci non hanno completato i pagamenti.

“Numeri confermati anche dai dati diffusi dalla direzione dell’Agenzia delle Entrate Riscossione – ha sottolineato Guido Rosignoli, vicepresidente della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – che mostrano come al 31 gennaio 2025, il magazzino della riscossione sfiorava i 1.280 miliardi di euro, con oltre tre quarti dei contribuenti già coinvolti in iscrizioni a ruolo negli anni precedenti”.

La nuova sanatoria dovrebbe introdurre regole più flessibili, ma più selettive.

“È infatti prevista la possibilità di dilazionare i debiti fino a dieci anni, con un massimo di 120 rate mensili, riguardanti i carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2023. Rispetto al passato – prosegue Rosignoli – il contribuente non rischierà la decadenza immediata. Sarebbero tollerate fino a otto rate non consecutive non pagate”.

Al tempo stesso, però, sarà ridotta la platea degli aventi diritto: resterebbero esclusi coloro che hanno aderito alle precedenti rottamazioni senza mai completare i versamenti. Il governo valuterà anche misure mirate ai contribuenti con debiti superiori ai 50mila euro con un anticipo obbligatorio del 5% come garanzia di impegno, oltre a sconti su sanzioni e interessi.