Età pensionabile, il Governo lavora allo stop del rialzo

Alcune misure, come Quota 103, sono destinate a scomparire

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Il 2027 potrebbe segnare una svolta importante per il sistema pensionistico italiano. Secondo le regole vigenti, scatterebbe l’automatico adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, con un incremento di tre mesi. Il Governo Meloni, però, sta cercando una soluzione per bloccare o rinviare lo scatto, introducendo al contempo nuove ipotesi di riforma già a partire dal 2026.

“Basandoci sulle proiezioni Istat, la pensione di vecchiaia salirebbe da 67 a 67 anni e 3 mesi. Parallelamente – spiega Michela Benna, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – la pensione anticipata passerebbe a 43 anni e 1 mesi di contributi per uomini e 42 anni e 1 mese per le donne. Un processo che si ripeterebbe ogni due anni, fino a superare i 68 anni nel 2040”.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha aperto alla possibilità di rinviare di due anni l’aumento dell’età pensionabile.

“Secondo le stime, questa scelta avrebbe un costo compreso tra 300 milioni e 1 miliardo di euro. Più problematica, invece, l’ipotesi di abolire del tutto il meccanismo, che – prosegue Benna – secondo la Ragioneria dello Stato, l’assegno mensile rischierebbe di ridursi fino al 9% per i lavoratori dipendenti e al 7,9% per gli autonomi”.

Sul fronte politico, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon propone di fissare a 64 anni la nuova soglia di uscita, estendendola a tutti i lavoratori, rafforzando al contempo la previdenza complementare e consentendo di utilizzare il Tfr come rendita aggiuntiva.