
Tra i numerosissimi emendamenti alla Manovra di bilancio 2026, due, in particolare, incideranno in modo significativo sulla vita fiscale di professionisti, freelance e piccoli imprenditori in regime forfettario che, parallelamente, svolgono anche un lavoro dipendente.
La prima riguarda l’aumento del limite di reddito da lavoro dipendente. “Si passerà dagli attuali 35mila euro a 40mila. Pertanto – spiega Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – dal 2026, chi percepisce uno stipendio annuo lordo fino a questa soglia potrebbe mantenere o scegliere il regime forfettario, purché in possesso degli altri requisiti. Un limite più aderente agli stipendi medi dei profili qualificati, spesso costretti a rinunciare al regime agevolato”.
Il secondo emendamento, invece, riguarda le società di persone. Ad oggi, chi aderisce al regime forfettario non può partecipare a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari, né controllare una srl con attività riconducibile alla propria. “Il provvedimento introduce un’importante eccezione. La partecipazione come socio accomandante in una società in accomandita semplice – prosegue Buselli – non sarebbe più automaticamente incompatibile con il regime forfettario. Una novità che riconosce la natura tipicamente passiva del socio accomandante, privo di poteri gestori e responsabile solo nei limiti della propria quota”.
Parallelamente, viene anche rafforzata la disciplina anti-abuso. La causa ostativa prevista per il controllo diretto o indiretto di una srl che svolga attività riconducibile a quella individuale verrebbe estesa anche alle sas.