
Il settore degli affitti brevi si avvia verso una nuova fase di riassetto. Entro la fine dell’anno, la Commissione europea presenterà una proposta legislativa sulle locazioni turistiche di breve durata.
“Al centro del Piano europeo per la casa accessibile, c’è la differenziazione territoriale. L’idea – evidenzia Michela Benna, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – non è quella di imporre regole uguali in tutto lo Stato membro, ma di consentire interventi mirati nelle zone dove la pressione abitativa è più elevata”.
Tra gli strumenti considerati compatibili rientrano i tetti al numero di notti affittabili in un anno, i vincoli stagionali e le limitazioni territoriali. In attesa della proposta di merito, le regole sulla trasparenza sono già fissate.
“Il Regolamento UE 2024/1028 sui dati degli affitti brevi, che si applicherà dal 20 maggio 2026 – prosegue Benna – introduce un impianto armonizzato volto a rendere comparabili e utilizzabili i dati su host, unità immobiliari offerte e durata delle locazioni”.
Intanto l’Italia è già intervenuta sul profilo soggettivo dell’attività di locazione breve. La Legge di Bilancio 2026 modifica la disciplina vigente riducendo da quattro a due il numero di appartamenti.