
A pochi giorni dall’apertura della procedura telematica per l’accesso alla rottamazione quinquies, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione interviene con chiarimenti che cambiano il quadro per i contribuenti. Secondo l’impostazione ufficiale di AdER, chi decade dalla rottamazione quinquies non potrà più accedere alla rateazione ordinaria prevista dall’articolo 19 del DPR 602/1973 per gli stessi carichi. Una lettura che produce conseguenze operative rilevanti, soprattutto per i contribuenti che avevano già una rateazione ordinaria in corso.
La legge prevede che, con la presentazione della domanda di definizione, i pagamenti derivanti dalle dilazioni in essere siano sospesi fino alla scadenza della prima rata della quinquies.
“Al 31 luglio 2026, però – ha evidenziato Guido Rosignoli, vicepresidente della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – quelle rateazioni sospese vengono revocate. Se il contribuente non riesce a rispettare il piano della rottamazione quinquies e decade, il rischio è quello di restare senza alcuna rete di protezione: niente definizione agevolata, niente vecchia rateazione e impossibilità di attivarne una nuova”.
Ancora più incisiva è la conseguenza per i carichi che non erano mai stati oggetto di rateazione ordinaria. “In questo caso, l’adesione alla quinquies preclude, in caso di decadenza – prosegue Rosignoli – la possibilità di chiedere successivamente una dilazione ex art. 19”.
In questo quadro, il fattore tempo assume un ruolo centrale. Il 31 luglio 2026 diventa la data spartiacque: è il momento del pagamento della prima rata o dell’unica soluzione.