
L’obbligo di stipulare una polizza assicurativa contro i rischi catastrofali assume un peso sempre più concreto per le imprese, non solo sotto il profilo della prevenzione, ma anche come requisito per accedere a contributi e agevolazioni pubbliche. La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2024, lega infatti la copertura assicurativa alla possibilità di beneficiare di risorse statali, incluse quelle previste in caso di calamità naturali.
“L’entrata in vigore è stata scaglionata in base alla dimensione dell’impresa. Per le medie imprese, l’obbligo è operativo dal 1° ottobre 2025, mentre per micro e piccole imprese dal 31 dicembre 2025. Per il comparto pesca e acquacoltura – ha evidenziato Guido Rosignoli, vicepresidente della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – è prevista una proroga al 31 marzo 2026”.
Non sono previste sanzioni dirette per chi non stipula la polizza, ma la conseguenza indiretta è rilevante: l’assenza di copertura viene valutata negativamente nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche. Un ulteriore passaggio riguarda l’INAIL. “Nei bandi ISI 2025 – prosegue Rosignoli – l’Istituto ha chiarito che, per la concessione dei finanziamenti, le imprese obbligate devono dimostrare di aver stipulato l’assicurazione sui beni aziendali contro calamità naturali ed eventi catastrofali. In diversi casi è già richiesta la trasmissione della copia della polizza per pratiche ammesse ma non ancora liquidate”. La norma, infatti, non è auto-applicativa: spetta alle singole amministrazioni definire come la mancanza della polizza incida sull’accesso o sull’erogazione delle agevolazioni.