
Le nuove istruzioni operative dell’Unità di informazione finanziaria entrate in vigore quest’anno, hanno segnato il nuovo corso per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo in Italia. Le nuove regole incidono in profondità sul ruolo dei professionisti.
“Per prima cosa viene istituito un processo interno strutturato per l’analisi delle anomalie. Le nuove istruzioni prevedono che ogni soggetto obbligato, compresi i professionisti – sottolinea Salvatore Baldino, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – debba dotarsi di strumenti, anche informatici, in grado di rilevare comportamenti anomali. Una figura o struttura interna effettuerà un primo vaglio delle situazioni facilmente spiegabili. Solo le anomalie che non trovano giustificazione passano alla fase di valutazione approfondita, finalizzata a decidere se presentare una SOS (Segnalazione operazioni sospette) alla UIF”.
Una delle principali novità riguarda l’obbligo di documentazione del processo decisionale. Ogni passaggio – dalla rilevazione dell’anomalia alla scelta finale di segnalare o meno – dovrà essere ricostruibile a posteriori.
“Particolare attenzione è dedicata alla figura del responsabile SOS, che assume un ruolo centrale. Questa figura – prosegue Baldino – deve operare in piena autonomia, senza conflitti d’interesse, con tempi e competenze adeguate, ed è incaricata sia di valutare direttamente le anomalie, sia di gestire il rapporto con la UIF, garantendo risposte tempestive alle richieste delle Autorità”.
L’approccio delineato dalla UIF si fonda su un principio chiave: la tracciabilità dell’intero processo decisionale, indipendentemente dall’esito.