Aprire un’officina meccanica in Italia: tutti i passaggi

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Aprire un’officina meccanica in Italia può essere un’attività di artigianato redditizia. Il consistente parco macchine che circola sulle nostre strade – 39 milioni di auto nel 2019 – ha continuamente bisogno di manutenzione e riparazioni. Ma per avviare un’attività di autoriparazione è necessario soddisfare alcuni requisiti e seguire un determinato iter burocratico.

Ecco una guida per dare il via a un’officina meccanica partendo da zero. Spiegheremo quali titoli professionali o scolastici bisogna avere, i corsi di formazione disponibili, le formalità burocratiche necessarie per essere in regola con la legge, in che modo gestire le spese di avviamento e le spese di gestione, quando scegliere il franchising, e quali sono le prospettive di guadagno.

Cosa si intende per officina meccanica?

Quando si parla di officina meccanica si intende l’attività di autoriparazioni, che è disciplinata dalla legge 122/92, poi modificata dalla legge 224/12 per venire incontro alle nuove esigenze delle automobili, sempre più legate a componenti elettroniche. Oggi non si formano più meccanici ma meccatronici, che alle tradizionali competenze aggiunge anche quelle nell’elettronica.

L’attività di autoriparazioni può riguardare:

  • La meccatronica (ex meccanica e motoristica ed elettrauto)
  • La carrozzeria
  • Il gommista

Rientra nell’autoriparazione mantenere e riparare i componenti, installare impianti, commerciare o noleggiare veicoli per l’autotrasporto (purché in abbinamento ad attività di riparazione). Non ne fanno parte invece: il lavaggio; il rifornimento carburante; la sostituzione dei filtri.

L’iter burocratico per avviare un’attività di autoriparazioni

Per avviare un’attività di autoriparazione è necessario costituire una ditta individuale oppure un’impresa societaria (snc, srl, spa). Sia nel primo che nel secondo caso bisogna aprire una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate competente territorialmente e iscriversi alla propria Camera di Commercio indicando come codice Ateco il 45.20 (manutenzione e riparazione di autoveicoli).

Tra le pratiche da sbrigare c’è anche l’invio della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia) al Suap del proprio Comune. Nella Scia va indicata la sede di ogni unità locale e il nome del Responsabile tecnico, e deve contenere una valutazione dell’impatto acustico e di emissioni nell’atmosfera. Sempre al Comune va richiesta l’autorizzazione per esporre l’insegna. L’ultimo passaggio riguarda le pratiche legate al lavoro: è obbligatorio aprire una posizione presso l’Inps e una presso l’Inail.

Quali sono gli obblighi per un responsabile tecnico di un’officina?

Il responsabile tecnico è una figura professionale essenziale in un’attività di autoriparazione, e non può essere ricoperta da un consulente o da un professionista esterno. Deve soddisfare inoltre alcuni requisiti, personali e professionali.

I requisiti personali sono:

  • essere cittadino italiano o di un altro Stato membro della Ue
  • non aver riportato condanne definitive per reati commessi nell’esercizio della professione per i quali sia prevista una pena detentiva

I requisiti professionali sono:

  • aver esercitato, per almeno 3 anni nell’arco degli ultimi 5, l’attività di autoriparazione come dipendente, titolare, socio o familiare collaboratore in un’impresa del settore.
  • aver frequentato, con esito positivo, un corso di abilitazione meccanico regionale, seguito da un anno di attività come operaio qualificato alla dipendenze di imprese del settore, negli ultimi 5 anni
  • aver conseguito un diploma di istruzione secondaria di secondo grado (il diploma della scuola superiore) o un diploma di laurea in una materia tecnica attinente al settore

Chi ha maturato questi requisiti all’estero deve farne riconoscere la validità al Ministero dello Sviluppo Economico. La modulistica e le istruzioni si trovano a questo link.

I titoli di studio e i corsi regionali per diventare responsabile tecnico

Come abbiamo visto alcuni titoli di studio sono abilitanti per la professione e quindi necessari per avviare un’officina meccanica. I laureati in Ingegneria e in Fisica possono esercitare subito in tutte e tre le attività di autoriparazioni: meccatronica, carrozzeria, gommista. La laurea in Chimica Industriale autorizza ad avviare un’attività solo come gommista.

I diplomi (senza anni di lavoro) che abilitano a una o più specializzazioni delle autoriparazioni sono:

  • Manutenzione e assistenza Tecnica
  • Meccanica
  • Trasporti e Logistica
  • Elettronica ed elettrotecnica
  • Chimica
  • Materiali e biotecnologie
  • Tecnico riparazione di veicoli a motore.

Ognuno di questi istituti ha più indirizzi, è bene informarsi prima di decidere quale scegliere.

Chi non ha seguito un corso di studi specifico a scuola o all’Università, può recuperare con un corso di abilitazione meccanico regionale, seguito da uno o più anni di lavoro come dipendente di un’impresa di autoriparazioni. Organizzare i corsi professionali spetta alle Regioni. Ogni Regione attiva i corsi in base alle esigenze del territorio e alle politiche locali sul lavoro. Gli attestati sono validi solo se riportano il riferimento alla legge 845/1978 in materia di formazione professionale.

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Come scegliere la sede perfetta per l’officina meccanica

Le officine meccaniche hanno bisogno di ampi spazi, di muri alti e di un buon impianto elettrico ed idraulico. Ecco perché è così importante scegliere con cura il luogo dove dare il via a un’attività di autoriparazioni. Il locale deve anche rispettare tutte le norme in materia di sicurezza, agibilità, urbanistica e igiene. Il canone di affitto sarà una delle spese più consistenti una volta avviata l’officina. E richiederà probabilmente il pagamento di due o tre mensilità di anticipo e, a ulteriore garanzia, potrebbe essere richiesta anche una fideiussione (bancaria o assicurativa).

Per quel che concerne la suddivisione degli spazi, considera lo spazio di cui puoi disporre, ed il livello di comfort che vuoi offrire ai clienti.

In linea di massima, dovresti sempre disporre di:

  • Uno spazio di lavoro attivo, con tutte le apparecchiature necessarie come il ponte.
  • Uno spazio di lavoro passivo, dove stivare ricambi e pezzi. Un magazzino, insomma.ù
  • Uno spazio dedicato all’amministrazione, che può anche essere solo una scrivania, con il computer per tutto ciò che concerne la gestione economica, i pagamenti e la comunicazione.

Chiaramente, nel caso il budget iniziale sia ristretto, potresti optare per un unico ambiente che assolva a tutte le funzioni, ma uno spazio più grande potrebbe permetterti una gestione più comoda dello spazio di lavoro, della gestione del magazzino, ed attirare una clientela più alto spendente.

I costi di avviamento per un’attività di autoriparazioni

I costi di avviamento di un’officina meccanica riguardano soprattutto l’acquisto dei macchinari necessari per l’avvio dell’attività. Serviranno pneumatici, tubi di aspirazione, utensili, attrezzi da lavoro e una o due postazioni con il ponte sollevatore. Una spesa sui 30 mila euro. Se a questo si vuole unire anche l’attività di carrozzeria, ci sono da aggiungere i costi per un’ulteriore postazione (servirà per la verniciatura e le riparazioni specifiche). Possono non bastare 100 mila euro, ma l’impresa, una volta avviata, può rendere bene (vedi più sotto).

Un’alternativa per risparmiare tempo e parte dei soldi dell’avviamento è subentrare ad attività già esistenti. Sui siti specializzati e sulle riviste di settore si trovano spesso annunci di meccanici che intendono cedere la propria attività. Altre officine finiscono in vendita nelle aste fallimentari, e sono ricercabili online e presso i Tribunali competenti.

I costi di gestione

I costi di gestione di un’attività di autoriparazioni sono in larga parte quelli dell’affitto. Incidono anche le forniture di energia elettrica, e i costi dei dipendenti, il cui numero varia in base alla grandezza dell’impresa e alla quantità di lavoro che si riesce a intercettare.

Creare un flusso di lavoro con le autodemolizioni può risultare conveniente per rintracciare pezzi di ricambio a prezzi vantaggiosi.

Realizzare il business plan di un’attività di autoriparazioni

Realizzare un business plan prima di aprire un’autofficina aiuta a pianificare le attività. Il business plan è un documento che contiene un’analisi dei costi e una stima dei ricavi e che permette di avere una visione delle entrate e delle uscite di tutto l’anno o il triennio e quindi anche dei possibili ricavi. Nel business plan è importante anche descrivere nel dettaglio come si immagina di strutturare l’autoriparazioni, individuare una strategia commerciale, ed eventualmente indicare in che modo saranno reperiti i capitali necessari all’avvio dell’attività. Una possibilità è quella di farsi finanziare dagli istituti di credito.

I finanziamenti per le officine meccaniche

Se si vuole aprire un’attività di autoriparazioni ma non si hanno fondi a sufficienza, ci si può rivolgere al proprio istituto di credito per chiedere un prestito. In questo caso, è ancora più importante aver redatto un business plan preciso e puntuale, che possa sostenere la richiesta di fronte alle garanzie richieste dalla banca.

Altrimenti, un’altra opzione è quella dei finanziamenti agevolati, generalmente destinati all’imprenditoria giovanile, femminile e ai disoccupati. Si tratta di forme di credito molto favorevoli che prevedono un piano di restituzione agevolato e tassi di interesse vantaggiosi. Possono essere istituiti dall’Unione Europea, dal governo italiano o dalle singole Regioni.

Il programma “Nuove Imprese a tasso zero” promosso da Invitalia è una delle possibilità da prendere in considerazione: le agevolazioni sono valide in tutta Italia e prevedono il finanziamento, a tasso zero, di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro, finanziamento che può coprire fino al 75% delle spese ammissibili. I requisiti per partecipare sono avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, o in alternativa, avere un’impresa femminile.

Le prospettive di guadagno di un’officina meccanica

Ma quanto può guadagnare un’officina meccanica? A seconda dei servizi che vuole offrire, variano anche gli incassi (e le spese) di un’attività di autoriparazioni.

Un meccanico che decida di mettersi in proprio può incassare, dopo aver pagato tutti i costi dell’attività, tra i 20 e i 50 mila euro ogni anno. Se con la propria officina si riesce a intercettare il mercato delle auto di lusso, questa cifra può salire di molto.

Perché scegliere un’attività di autoriparazioni in franchising

Per chi ha poco esperienza, o per quelli che preferiscono partire con rischi d’impresa ridotti, una soluzione può essere quella di aprire un’attività in franchising. Nel campo delle officine meccaniche esistono parecchi franchisor. I vantaggi sono diversi:

  • una formazione tecnica specifica (il franchisor ha interesse a rendere l’impresa competente);
  • il supporto nell’allestimento dei locali e nella scelta della zona per l’officina;
  • un marchio già affermato;
  • alcuni canali privilegiati per le forniture;
  • la possibilità di usufruire della promozione commerciale dell’attività.

Solitamente per entrare a far parte di una rete di franchising bisogna pagare un prezzo d’ingresso (fee) una tantum e, ogni mese, una percentuale del fatturato realizzato.