Cartelle esattoriali via Pec valide anche senza firma digitale

Il nodo è che il documento sia riconducibile alla Pa

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Anche in assenza di firma digitale, le cartelle di pagamento notificate via Pec sono valide. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n.12997/2025.

“I Supremi Giudici hanno ribadito il principio già affermato dalla giurisprudenza di legittimità, secondo il quale – ha sottolineato Guido Rosignoli, vicepresidente della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – la validità della cartella di pagamento non dipende dalla firma del funzionario né da sigilli o timbri, ma dal fatto che il documento sia chiaramente riferibile all’amministrazione competente”.

“In sostanza, l’assenza di firma digitale – prosegue Rosignoli – non inficia la validità dell’atto, purché il documento sia riconducibile all’ente emittente, secondo quanto previsto dall’articolo 25 del DPR 602/1973, che non richiede la sottoscrizione dell’esattore, ma solo l’intestazione e la causale”.

La Suprema Corte ha poi ribadito che, ai fini della prova della regolarità della notifica, non è necessario produrre l’originale o la copia autentica della cartella. È sufficiente, ai fini probatori, la copia del documento con la relativa relata di notifica.