
Con l’ordinanza n.18512/2025, la Corte di Cassazione ha fissato un principio destinato a incidere su molte pratiche successorie e di trasferimento patrimoniale. In caso di donazioni che coinvolgono più immobili, non è sufficiente indicare un valore complessivo: per accedere alla valutazione automatica prevista dall’Art. 34 del Testo Unico sulle successioni e donazione, occorre specificare il valore di ciascun bene donato.
“Il meccanismo di valutazione automatica prevede che, se il valore dichiarato nell’atto di donazione è pari o superiore a quello catastale, l’Amministrazione finanziaria non può procedere a rettifiche. La regola – spiega Alfredo Allocca, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – si applica solo per gli immobili dotati di rendita catastale o, in alternativa, quando ne sia stata richiesta l’attribuzione”.
“I Supremi Giudici hanno anche chiarito che l’indicazione di un unico valore globale non consente di verificare se ciascun immobile sia stato correttamente valutato. Per questo – prosegue Accolla – in assenza di una stima analitica, le Entrate ha pieno titolo a procedere alla rettifica e ad applicare il valore di mercato”.
Si tratta di un orientamento consolidato: nelle donazioni cumulative è obbligatorio specificare il valore di ogni singolo bene, pena la perdita della tutela offerta dal meccanismo automatico.
Chi intende donare più immobili dovrà prestare attenzione a come redigere l’atto: indicare in modo analitico il valore di ciascun immobile; evitare la dichiarazione di un valore complessivo indistinto; assicurarsi che per ogni bene il valore indicato sia superiore a quello catastale.