Evasione fiscale, gli strumenti della GdF

L’evasometro è molto efficace per stanare strutture fraudolente

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Nel corso di un’audizione in Senato della Guardia di Finanza, è emersa la costante crescita dell’efficacia dell’evasometro nell’intercettare situazioni anomale, in particolar modo nei casi in cui sono coinvolti debiti fiscali superiori a 50.000 euro e patrimoni non dichiarati.

“Questo strumento, infatti, più che sulle irregolarità minori o sulle dimenticanze occasionali – evidenzia Rosa Santoriello, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – si concentra su strutture fraudolente ben organizzate, come le ‘società cartiere’, ovvero entità fittizie senza reale attività economica, che vengono utilizzate per generare flussi di denaro tramite fatture per operazioni inesistenti o per intestare beni in modo fittizio con l’obiettivo di occultare ricchezze”.

A gestire il sistema è l’Unità integrata permanente di analisi del rischio, che si avvale di una rete informativa estesa, alimentata da banche dati italiane e internazionali.

“Oggi – prosegue Santoriello – l’algoritmo alla base analizza i dati e attribuisce ai contribuenti un punteggio di rischio fiscale con il supporto del protocollo Silver Notice, che garantisce l’accesso a informazioni finanziarie provenienti da oltre 50 Paesi”.

Il monitoraggio, inoltre, non si limita ai soggetti attivi: particolare attenzione viene riservata anche alle partite Iva cessate in modo anomalo.