Manovra 2026, le possibili novità

Tra queste, premi di produttività e flax tax per gli straordinari

iStock 2158986014

Terminata la pausa estiva, la Manovra 2026 torna al centro del dibattito politico/economico. Tra le ipotesi allo studio del Governo, c’è l’introduzione di una tassa più leggera per straordinari, turni notturni, festivi e premi di produttività.

“L’idea alla base è di applicare un’imposta separata e ridotta su queste voci aggiuntive, invece di farle rientrare nella normale tassazione progressiva dell’IRPEF. A livello pratico – evidenzia Rosa Santoriello, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – i lavoratori vedrebbero aumentare il netto in busta paga, perché lo Stato tratterrebbe meno tasse su queste componenti. Il meccanismo prevederebbe comunque un tetto massimo di importo agevolabile, seguendo il modello attuale che consente una tassazione al 5% sui premi di produttività fino a 3.000 euro annui nel settore privato”.

Oltre alla flat tax, nella bozza della Manovra si discute di strumenti per evitare che i salari restino fermi durante i lunghi periodi di rinnovo dei contratti collettivi.

“Le proposte su cui sta lavorando Palazzo Chigi – prosegue Santoriello – prevedono un collegamento automatico degli aumenti salariali all’inflazione, per tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori ed un incentivo fiscale per chi rinnova i contratti rapidamente. Se il contratto viene rinnovato entro sei mesi prima o dopo la scadenza, gli aumenti sarebbero tassati solo al 50% per tre anni”.

L’obiettivo è quello di premiare la tempestività nei rinnovi contrattuali, aumentare il netto in busta paga e garantire maggiore stabilità ai salari, anche in presenza di ritardi burocratici o procedurali.