
Nessuna proroga per i versamenti fiscali previsti entro il 30 giugno. Nonostante le pressioni di contribuenti e associazioni di categoria, il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, ha spento ogni speranza.
“A guidare le pressioni per un rinvio erano stati i commercialisti, che avevano chiesto di spostare la scadenza al 31 luglio. Alla base della richiesta – ha sottolineato Guido Rosignoli, vicepresidente della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – i disservizi informatici che nelle ultime settimane hanno colpito i sistemi digitali utilizzati dagli studi fiscali, rallentando le operazioni e comprimendo ulteriormente i tempi di lavorazione”
L’intervento del viceministro Leo, però, è stato netto: “Le regole europee sui flussi finanziari non consentono deroghe. Le entrate devono essere disponibili in tempi certi per far fronte agli impegni dello Stato, tra cui stipendi e spese correnti”.
Il mancato rinvio impone quindi ai contribuenti – e ai professionisti che li assistono – di rispettare la data del 30 giugno per i versamenti di saldo e primo acconto delle principali imposte: Irpef, Ires, Irap, e quelle relative ai regimi agevolati e ai redditi esteri.
“Dal punto di vista normativo, non mancavano elementi a favore di una proroga. Lo Statuto del Contribuente, infatti – conclude Rosignoli – prevede che le modifiche a obblighi fiscali non possono avere effetto immediato, ma è necessario un preavviso di almeno 60 giorni”.
Inoltre, i correttivi Isa, fondamentali per la compilazione delle dichiarazioni, sono stati rilasciati solo di recente.