Nullo l’accertamento Imu se l’avviso non risulta nell’atto

La sentenza n.15300/19/2023 della Corte di Giustizia Tributaria di Napoli

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Un avviso di accertamento in materia di IMU può essere annullato se questo non emerge dalla lettura dell’atto, né è provata in giudizio l’esistenza del titolo concessorio in capo alla Società che sostiene di agire per conto del Comune.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Tributaria di Napoli con la sentenza n.15300/19/2023 con cui ha accolto l’impugnazione del contribuente, che chiedeva l’annullamento dell’avviso di accertamento, principalmente perché la S. G. S.p.A. non è riuscita a dimostrare di avere il potere e la legittimazione per esercitare l’attività di accertamento e riscossione delle imposte locali per conto del Comune.

“La sentenza ha evidenziato che l’avviso di accertamento – spiega Luigi Pagliuca, presidente della Cnpr – non faceva menzione del titolo o della concessione né della delibera dell’ente comunale che avrebbe concesso tale potere alla S. G. S.p.A. Poiché mancavano prove concrete della legittimazione della società, l’avviso di accertamento è stato annullato”.

“La Corte partenopea ha inoltre dichiarato la compensazione delle spese legali tra le parti coinvolte. Questa decisione – prosegue Pagliuca – sottolinea l’importanza per l’ente che richiede il pagamento delle imposte di dimostrare la sua legittimità e il suo diritto a emettere richieste di pagamento a nome dell’ente pubblico competente. La mancanza di documentazione che provi tale legittimità può portare all’annullamento degli atti impositivi contestati”.


Stante la peculiarità della questione trattata, la Corte ha dichiarato interamente compensate le spese di lite tra le parti.