Quando l’impresa può impugnare un verbale ispettivo

Se il documento provoca effetti lesivi, si agisce immediatamente

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L’ordinanza n.27132/2025 della Corte di Cassazione ha stabilito che l’impresa ha il diritto di impugnare un verbale ispettivo che contenga rilievi idonei a generare obblighi contributivi, anche se l’INPS non ha ancora emesso un provvedimento esecutivo.

Secondo gli Ermellini, il verbale produce effetti lesivi immediati sulla posizione previdenziale dell’azienda, sul DURC e sul diritto a partecipare a gare e appalti pubblici. La Suprema Corte ha quindi riconosciuto che sussiste un interesse ad agire ex art. 100 c.p.c. già al momento della contestazione ispettiva, poiché l’atto è di per sé pregiudizievole.

Il verbale ispettivo è un atto pregiudizievole e impugnabile – sottolinea Fedele Santomauro, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – e la sola contestazione di irregolarità può infatti condurre al recupero dei contributi e al venir meno della regolarità contributiva necessaria per gare e appalti.  Per questa ragione – conclude Santomauro – l’impresa ha un interesse concreto e attuale a chiedere al giudice un accertamento negativo sulla sussistenza dell’obbligo contributivo”.