Ipotesi di bancarotta fraudolenta

L’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione

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Recentemente la Suprema Corte di Cassazione (sentenze 47535/2023 e 47900/2023) ha affrontato un tema che spesso è al centro dell’attenzione degli organi delle procedure concorsuali: le ipotesi di bancarotta fraudolenta (di cui all’art. 223 L.F.).

“La condotta di falsificazione delle scritture contabili, riconducibile alla bancarotta documentale specifica – sottolinea Michela Benna, consigliera d’amministrazione della Cassa dei ragionieri e degli esperti contabili – può avere una natura sia materiale che ideologica, coinvolgendo un intervento manipolativo su una realtà contabile già definitivamente formata”.

Precisiamo che queste due condotte non sono necessariamente alternative e possono manifestarsi congiuntamente, senza generare vizi di indeterminatezza nell’imputazione.

“Quanto al revisore, questo non rientra nella categoria degli amministratori e dei sindaci, non essendo un organo societario, e quindi non può essere chiamato a rispondere delle stesse condotte punite dall’articolo 223 della Legge Fallimentare. Il revisore, se coinvolto – conclude Benna – dovrebbe essere considerato come concorrente esterno ai sensi dell’articolo 110 del Codice Penale”.